Oggetto transizionale - Ernesto

La coperta di Linus: ogni bimbo ha il suo oggetto transizionale.

Ernesto.Questo è il nome del piccolo pupazzetto morbido che accompagna Edo nella sua crescita.

È nato praticamente con lui.

Ci è stato regalato da una coppia di amici quando Edo era ancora nella pancia e lo abbiamo tenuto “insieme a noi” fino a quando Edo ha deciso di conoscere il mondo e di nascere.

Lo tenevano nel letto in mezzo a noi, lo tenevo con me quando ero sul divano, me lo abbracciavo ogni volta che pensavo al mio cucciolo fuori dalla pancia, così, da prendere il nostro odore.

Appena nato glielo abbiamo messo nella culla e quando è uscito dall’ospedale era di fianco a lui nell’ovetto.

Era nato anche Ernesto il 15.08.2014, iniziava anche lui la sua nuova vita di migliore amico.

Fino a circa tre mesi Edo non ha mai evidenziato particolare attenzione verso Ernesto, così come non era attirato da altri giochi.

Tra me e me pensavo se tutto questo fosse normale o se dipendesse dal fatto che Edo non volesse pupazzi intorno. Poi ho letto vari libri e ho scoperto che fino a questa età effettivamente i neonati non cercano ne giochi ne mostrano interesse per pupazzi o altro.

Noi abbiamo comunque continuato a proporglielo, soprattutto nei momenti di “panico” quando volevamo calmarlo e quando lo mettevamo a letto.

A ogni tappa importante lui c’era. A ogni pianto inspiegabile lui era con Edo.

Passato il periodo di “indifferenza totale” abbiamo vissuto una svolta: Edo ha iniziato a cercarlo e a coccolarlo, soprattutto per la nanna e soprattutto quando era irrequieto. Se lo prendeva e se lo strofinava in faccia come coccola, se lo abbracciava, era sempre con lui.

Poi è arrivato il momento dell’asilo e abbiamo deciso di acquistarne una copia identica da portare con sè, in modo che potesse avere il suo amico sempre con lui, e in modo che potesse affrontare più serenamente il distacco dalla mamma. Persone nuove, ambienti nuovi, un mondo tutto diverso da scoprire.

Ernesto è il ponte tra il nuovo e la mamma; il nuovo e ciò che lui conosce, il nuovo che spaventa e il conosciuto che rassicura.

Basta dargli il suo amico e lui è sereno. Si addormenta, si calma, è il mondo che lui conosce da sempre.

Ernesto poteva essere qualsiasi cosa: una coperta, un pupazzo, una maglietta di mamma o papà. Noi abbiamo scelto questo, e sono felice di averlo fatto.

Ho scoperto in seguito che ogni bambino se non gli viene proposto, può comunque sceglierne uno o più in autonomia, crescendo. E sarà il suo compagno di vita fino all’adolescenza.

A presto

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