Tutto quello che bisogna sapere sulla gravidanza e il parto

Elena ci racconta: tutto quello che “bisogna sapere” sulla gravidanza e il parto

Buongiorno future mamme. Ilaria mi ha chiesto di condividere la mia esperienza della gravidanza, ed eccomi qui a farlo, in primis ringraziandola per avermi concesso uno spazio di pensiero e di riflessione che oggigiorno è difficile prendersi se non si è sollecitati dall’esterno.

Mi chiamo Elena, abito a Vezzano sul Crostolo, lavoro nel settore educativo, ho 38 anni, un cane, un marito disordinato, presente, affettuoso e comprensivo.

Pur pensandomi da sempre nel ruolo materno ho aspettato che l’eta biologica fosse ormai al confine per decidermi a provarci. Per quali ragioni? Un insieme di desideri professionali e di coppia hanno frenato la grande decisione.

Una volta convinti, la fortuna inizialmente non mi ha aiutato, per avere Chiara ho aspettato 3 anni, non eravamo rassegnati e non abbiamo fatto controlli ed approfondimenti, ci siamo affidati al destino.

Finalmente durante una vacanza a Norcia, sollecitati da un buon vinello e un pò di fantasia, qualcosa ha funzionato.

La mia gravidanza è stata normale, tranne la placenta bassa che mi poteva far prevedere un cesareo e una sciatalgia ad una gamba tra iI quarto e il settimo mese, molto fastidiosa.

Pensando al parto, ricordo che i miei pensieri erano: “ma siamo sicuri che riesca ad uscire proprio di li?” “che tipo di male sentirò?” “Be…daiii, hanno partorito in tante, ci riuscirò anche io” “l’importante è che esca”.

Ho partecipato al corso pre parto ed è stato interessante avere informazioni in più, anche se avevo bisogno, in quella fase da balena panciosa, di grande tranquillità mentale, per cui credo che il mio cervello abbia selezionato le informazioni indispensabili e trattenuto solo quelle che mi donavano benessere; considerata l’equazione PARTO=PAURA non mi sono informata a dovere sul fatidico evento, una forma di difesa del tutto funzionale alla sopravvivenza umana.

Dell’epidurale ne ho sentito parlare molto da amiche e conoscenti, e pensavo che non avrei voluto farla a priori, volevo partorire naturalmente o diciamo seguendo la volonta del mio corpo, provando il dolore che inevitabilmente fa parte della natura femminile di quel momento.

Non ero informata, ma nemmeno volevo esserlo, vi sembrerà stupido ma, dentro di me, sentendo tutti i racconti di amiche e parenti che hanno partorito, avevo voglia e curiosità di scoprire come sarebbe andata senza artifizi medici. Continuavo ad avere la placenta bassa, rischiavo il cesareo, per cui consideravo inutile preoccuparmi di un evento futuro di natura incerta.

Con l’avanzare dei mesi la placenta si è alzata e la ginecologa mi avvisò che il parto sarebbe stato naturale.

Non volevo ascoltare in quel preciso momento i racconti dettagliati di parti fallimentari ma ascoltavo volentieri solo le amiche che mi rassicuravano. Proprio per questa ragione non vi racconto il mio parto nei dettagli perchè credo che sia un momento molto personale e talmente differenziato che i dettagli portano solo ansie inutili.

Diciamo che il mio problema è stato quello che viene chiamato falso travaglio, ovvero non mi dilatavo, sono iniziate le contrazioni regolari, e a seguire la rottura forzata delle acque, poi ancora 8 ore di ossicitocina….ma niente… ahimè… ero ancora dilatata soltanto di 3 cm. Il tempo passava, e le forze se ne andavano insieme alle speranze. C’è stato un momento di sconforto sia fisico che psicologico che mi ha fatto URLARE dal desiderio di vedere la fine di quel momento. E’ stato proprio li che ho chiesto l’epidurale o il cesareo o qualsiasi cosa che fermasse la sofferenza.

In quel momento ricordo di aver completamente perso la lucidità per poter ragionare su eventuali rischi dell’anestesia o delle conseguenze di un parto cesareo: volevo solo che uscisse mia figlia sana e salva e alla svelta.

Dopo qualche minuto, entra l’anestesista, mio marito firma senza esitare e mi fanno l’anestesia. Ricordo che il medico mi disse: “sentirai un lieve dolore solo una volta quando faccio la puntura nel midollo spinale….”.

Ho pensato tra me e me….”non hanno proprio capito come sto male…non credo di poter stare peggio di ora…” ………ed infatti la puntura non l’ho nemmeno avvertita minimamente…dopo pochi istanti è finito tutto….sono entrata in PARADISO….il male se ne era finalmente andato …. Poche ore dopo ho ripreso le forze per poter spingere e far uscire la mia piccolina.

Spingere con tutta la forza che avevo per far uscire la tanto attesa pupotta è stato un momento indimenticabile, qualcosa che probabilmente con il senno di poi non avrei potuto provare con un parto cesareo. Per cui….che dirvi….sono molto contenta di come sia andato tutto: credo che le decisioni che ci accingiamo a prendere siano condizionate dalla nostra storia, dal nostro rapporto con il dolore e la sofferenza, da desideri e aspettative, dal momento in cui accadono e dalle variabili in gioco che le condizionano.

Care future mamme decidete che cosa vi fa stare meglio…ascoltate o leggete le storie di altri solo per orientare al meglio la vostra personale e unica decisione.

Vi auguro che sia un momento magico e indimenticabile: per me, nonostante il dolore, è stato cosi’.

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