1 anno da neo-mamma tante sfide che fanno crescere

1 anno da neo-mamma: tante sfide che fanno crescere

Sono appena tornata a casa con lo zainetto di Edo dell’asilo. Dentro ci sono i cambi, il suo ciuccio, il biberon dell’acqua, la sua foto che indicava la sua buchetta dei vestiti e quella della gruccia.
Lo svuoto, lo guardo con tenerezza e mi rendo conto che un anno è già passato. Edo ha appena compiuto 11 mesi, tra solo un altro mese compirà il suo primo anno, spegnerà la sua prima candelina.

Al di là di tutte le emozioni e le sensazioni che mi assalgono, penso a tutti quei momenti belli e ma anche difficili che ho affrontato: da quando mi sono diretta in ospedale alle 4 del mattino del 15 agosto di un anno fa, contenta, ansiosa e incontenibile, ero felice che di lì a poco avrei visto e abbracciato finalmente il mio cucciolo, sapevo che l’attesa ormai era finita e che mi aspettava l’ultima grande fatica della gravidanza.

Ho ripensato alla grande difficoltà dei primi giorni, una giovane donna diventata mamma, che stringeva tra le braccia un esserino tanto dolce quanto indifeso, e io che con poche nozioni mi muovevo in punta di piedi nel meraviglioso e difficile compito di genitore.

Impaurita e spaventata ho affrontato con coraggio momenti unici, ma di grande difficoltà. Baby blues lo chiamano, nei casi più gravi, depressione post-parto.

Sono certa che un po’ di baby blues lo hanno passato (chi più chi meno) un po’ tutte le mamme alle prime armi.

Sentirsi inadeguate e incapaci innanzitutto.

Sono cresciuta ogni giorno un po’ insieme a lui, ho scoperto e imparato anche io.

Ho affrontato le prime difficoltà, dal pianto disperato e implacabile, alla mancanza di latte, alle ragadi, alle prime influenze. Ho imparato a prendere respiro staccandomi da lui quando non ce la facevo più, a sfogarmi e ritornare lucida per capire come fare. Ho imparato a seguire il mio istinto di mamma prima di ogni consiglio, ad ascoltare gli altri, ma agire con la mia testa, perché ogni mamma sa istintivamente cosa è meglio per il proprio cucciolo.

Ho affrontato i commenti negativi per tante cose, perché ognuno si sente in diritto, quando si è una giovane mamma, di dire la propria e di pensare che tu sicuramente sbaglierai.

Ho affrontato il distacco dal mio bimbo per portarlo all’asilo e di quel secondo giorno maledetto in cui sono salita in macchina dopo averlo lasciato alle “tate” e a piangere disperata chiedendomi se stessi facendo la cosa giusta, se non era egoismo il mio, pensare di dover tornare al lavoro dopo solo 7 mesi che era al mondo il mio tesoro.

E poi i mille virus, le tante malattie; le sue scoperte, i suoi cambiamenti e le sue evoluzioni. Tanti dubbi, tante incertezze, tante prime volte sue, ma soprattutto mie.

Un anno di trasformazioni e di crescita. Un anno si pieno di amore ma anche di difficoltà. Ora guardo indietro con più consapevolezza, con più maturità. Ho capito che tante volte noi neo-mamme ci facciamo prendere dalle difficoltà, ci facciamo abbattere da questa enorme responsabilità, da questo grande cambiamento che ci coinvolge e ci cambia, radicalmente e per sempre.

Ho capito che lui, anche se siamo impreparate e incapaci perché inesperte, comunque ci ama, comunque vuole la sua mamma, comunque è legato indissolubilmente a noi.

Sbaglieremo, piangeremo, ma poi con forza ce la faremo e la prossima volta faremo meglio. Lui aspetta che noi impariamo. E saremo per lui la sua meravigliosa e invincibile mamma.

A presto

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