Biberon: istruzioni per l’uso

Indipendentemente dal fatto che voi allattiate o meno (per scelta o per necessità dovute ad altre complicazioni), prima o poi avrete a che fare con questo accessorio.

Se userete il biberon fin dalla nascita del vostro piccolino/a (per allattare artificialmente o per conservare il latte tirato dal seno), dovrete subito decidere se acquistare un biberon in vetro o in plastica.
Ci sono pregi e difetti in entrambi i casi. Di seguito ve ne indico qualcuno.

VETRO
Classico, si usava molto tempo fa, ora se ne trovano pochi in commercio, perché risultano meno pratici e più pesanti; inoltre, si pensa spesso che possano essere causa di incidenti domestici dovuti alla rottura del vetro causata da movimenti inconsulti. Molti però non sanno che quelli di ultima generazione, sono in vetro infrangibile, più leggeri (anche se rimangono più pesanti rispetto ai più “evoluti” in plastica), e hanno il vantaggio di poter essere lavati in lavastoviglie. In ultimo, mettendoli nel microonde non si corre il rischio del rilascio di sostanze nocive.

POLICARBONATO
Materiale plastico molto resistente, maneggevole, pratico e igienico, che però può contenere il bisfenolo A (comunemente conosciuto come BPA), una sostanza chimica potenzialmente nociva. Nel caso in cui si acquisti o abbiate già acquistato un biberon senza la dicitura BPA 0% o BPA Free (o simili), ci sono alcune precauzioni che si possono adottare:
– non utilizzare il biberon che presenta lesioni nella plastica;
– non utilizzare il biberon nel microonde o in lavastoviglie.
Questo perché si è riscontrato che il BPA si trasferisce dalla plastica al contenuto, quando viene sottoposto ad alte temperature o appunto in caso di segni di usura. Quindi è abolito anche l’utilizzo di acqua calda, spugnette abrasive e detersivi aggressivi.

POLIPROPILENE e POLIETERSULFONE
Detti anche anche PP e PES, sono materiali plastici che presentano gli stessi pregi di praticità e resistenza del policarbonato, ma con l’assenza di BPA.

Tra i produttori di biberon che attualmente non utilizzano tra i componenti il BPA, possiamo citare Mum, Nuby, Mebby, Medela e Nuk. Per chi volesse adottare un approccio ancora più ecologico ed ecosostenibile, navigando in internet ho scoperto i prodotti Green to Grow che ha studiato una linea di biberon in polietersulfone, appositamente creati per ridurre al minimo gli scarti di produzione e l’impatto ambientale. Non contengno BPA nè ftalati, sostanze chimiche accusate di provocare danni allo sviluppo dell’apparato genitale.
Fonti e approfondimenti:
http://www.ilfattoalimentare.it/biberon-plastica-sostanze-nocive-bisfenolo.html – – http://www.greenme.it/vivere/speciale-bambini/446-il-biberon-istruzioni-per-una-scelta-consapevole?showall=&start=1
http://www.ibfanitalia.org/presenza-di-bpa-e-altre-sostanze-chimiche-nei-biberon-siamo-lungi-dallessere-tranquilli/
http://www.iss.it/prvn/?lang=1&id=282&tipo=4

Inoltre, per una corretta e profonda pulizia è necessario sterilizzare biberon, ciucci e tettarelle (consigliato almeno fino al 4-5 mese di vita, per approfondimenti http://www.mammaepapa.it/neonato/p.asp?). Il processo di sterilizzazione consente di igienizzare e uccidere i microrganismi che sono presenti sugli oggetti che il nostro bimbo mette quotidianamente in bocca (ciucci, biberon, tettarelle, giochi e quant’altro).
Per farlo avete diverse soluzioni:
– sterilizzazione a freddo;
– sterilizzazione a caldo;
– sterilizzazione con appositi sterilizzatori.

STERILIZZAZIONE A FREDDO: consiste nel mettere a bagno in acqua fredda o temperatura ambiente ciucci, tettarelle, mordicchiosi, giochi e tutto quanto il necessario volete sterilizzare e che il vostro bimbo usa mettere in bocca. NEll’acqua è necessasio aggiungere una soluzione sterilizzante nelle dosi consigliate sull’etichetta (rapporto acqua/soluzione sterilizzante).

STERILIZZAZIONE A CALDO: consiste nel portare a bollore un po’ di acqua all’interno di un pentolino. Appena bolle, si toglie dal fuoco e si immergono gli oggetti da sterilizzare lasciandoli in ammollo per qualche minuto (ne bastano anche 5).
Questo tipo di sterilizzazione “casalinga” può lasciare però aloni bianchi a seconda della quantità di calcare presente nell’acqua di rubinetto. In alternativa si può utilizzare acqua in bottiglia oligominerale che lascia pochi residui.
In ogni caso, se si opta per una sterilizzazione a caldo, si consiglia, se si utilizzano biberon in plastica, di sciacquare sempre e abbondantemente gli oggetti prima del loro utilizzo.

STERILIZZAZIONE CON STERILIZZATORI: ne esistono di vari tipi, modelli e marche, dai più capienti e ingombranti, ai più compatti; dai più costosi ai più economici. Ci sono quelli con sterilizzazione a freddo e quelli a caldo.
Tra quelli a CALDO, si distinguono quelli da utilizzare con il MICROONDE e quelli a VAPORE.
Gli sterilizzatori che necessitano l’aiuto del MICROONDE, funzionano in questo modo:
– bisogna per prima cosa posizionati gli oggetti all’interno dello sterilizzatore;
– riempirlo di acqua
– mettere il tutto all’interno del microonde per procedere con la sterilizzazione.

Gli sterilizzatori a VAPORE invece, una volta riempiti con gli oggetti da sterilizzare, è necessario riempire con una piccola quantità di acqua una vaschetta (in genere posizionata sul fondo); attaccare la presa elettrica e nel giro di pochi minuti la sterilizzazione è fatta (sessioni che vanno dai 5 ai 15 minuti a seconda dei modelli).

STERILIZZAZIONE A FREDDO: si può effettuare sia in appositi sterilizzatori per la sterilizzazione a freddo (in genere sono contenitori piuttosto grandi con il coperchio), o semplicemente con dei contenitori o ciotole che utilizziamo normalmente in cucina.
Basta riempire il recipiente con una certa quantità di acqua e mischiare all’interno una soluzione chimica in rapporto alla quantità presente nel contenitore. Poi bisognerà immergere completamente gli oggetti da sterilizzare e attendere almeno un’ora perché la sterilizzazione sia completa.
Questi agenti sterilizzanti si possono acquistare in farmacia o nei negozi specializzati (es. Bimbo Store, Prenatal, Chicco, ecc…).

In tutti i casi sarebbe opportuno lavare prima gli oggetti e poi procedere con la sterilizzazione.
Ciucci e tettarelle in silicone sarebbe opportuno lavarli a mano e, se si vuole procedere con una sterilizzazione, è da preferire la sterilizzazione a freddo.

Per il lavaggio prima della sterilizzazione, consiglio di utilizzare una spugna dedicata (che userete sempre e solo per lavare ciucci e affini) e un detersivo ad hoc. In commercio ce ne sono diversi, io personalmente ho sempre utilizzato quello della Nuk: si presenta in forma liquida, ma quando viene erogato diventa una schiuma. L’ho sempre acquistato in offerta, ma anche a prezzo pieno ha un buon rapporto qualità/prezzo.(foto)
In commercio potete anche trovare degli scovolini che aiutano a lavare i biberon accuratamente, eliminando tutti i residui fino alla base che altrimenti sarebbe difficile se non impossibile da raggiungere con le mani e la spugna.
Io non ne ho mai fatto uso: basta risciacquare subito dopo l’uso, il biberon sotto acqua calda corrente, evitando così che i residui si attacchino e che il latte faccia prendere un cattivo odore al biberon.

Ultimo consiglio: prestate massima attenzione all’usura e al danneggiamento di biberon e tettarelle. I foglietti informativi consigliano di verificare ad ogni lavaggio l’integrità delle tettarelle e di tirarle in ogni direzione per controllarne ogni parte. Fate attenzione anche all’adeguamento della tettarella in base all’età del bimbo che consente l’erogazione più o meno forte del flusso del liquido contenuto all’interno del biberon a seconda della fase di crescita (nascita, svezzamento, ecc…)

A presto.

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