Sindrome della Couvade

Anche i papà sono incinta: la sindrome della Couvade

Quando ero incinta, i primi mesi avevo spesso la nausea; il sapore di certi cibi mi sembrava del tutto nuovo e diverso, come se li stessi mangiando per la prima volta nella mia vita. Soprattutto pesce e verdure cotte. Non riuscivo a mangiarli, il solo odore mentre mio marito li cucinava mi faceva riprezzo, figuriamoci mangiarli!! E dire che la mia dieta quotidiana prevedeva da sempre piatti infiniti di verdura di ogni tipo.

In gravidanza era tutto diverso.
Spesso poi mi stancavo con niente; al quarto mese ho addirittura iniziato a soffrire di pubalgia che mi impediva di muovermi come volevo. Camminavo 100 mt ed ecco che un dolore fitto e continuo appariva e non se ne andava più se non dopo tanto riposo stesa sul letto.

E poi il pianto. L’emozione scoppiava per ogni più piccola cosa. Persino la pubblicità della coca-cola mi faceva scendere qualche lacrima…

La cosa più sorprendente era che mio marito era come me!! La cosa subito mi infastidiva (insomma diciamocela tutta, io con la pancia e tutto ciò che comporta, e lui che si lamenta proprio non ci sta…), poi ad un certo punto ogni volta che diceva “anche io ho la nausea!”… “anche io sono stanco”… “anche io non riesco a piegarmi per allacciarmi le scarpe”; e poi: “guardami, sto ingrassando, ho messo su una pancia da paura!”, e ancora “avrei voglia di un super panino”… Scoppiavo in una grassa risata e lui ci rimaneva male… Talmente male che ha iniziato a cercare aiuto nel web. Per lui doveva esserci sicuramente una motivazione scientifica.

Sindrome di Couvade. L’ha trovata. Esiste davvero. Deriva dal francese “couver” ovvero covare, far nascere. In questo caso, nasce nei padri un senso di protezione nei confronti di quello che sarà il proprio figlio o figlia.
Una ricercatrice neozelandese, Irene Lichtwark, dell’Università di Waikato, ha dimostrato che anche i papà che sono in attesa di un bebè sono sottoposti a forte stress, nausee, vomito, dolori, voglie, indigestioni, coliche addominali, aumento di peso, disturbi del sonno, ecc… Tutti sintomi che possono provare le donne in gravidanza e in particolare le loro compagne in attesa del proprio figlio.
Non solo, tali sintomi possono comparire all’inizio della gestione e durare fino a poche settimane dopo il parto, con picchi nel primo e terzo trimestre. Gli uomini che ne sono soggetti (secondo gli studi condotti), va da una percentuale del 10 fino al 75%.
Diverse sono le interpretazioni date a questo disturbo che vivono i padri: spesso si attribuisce alla somatizzazione della paura che nasce in ogni padre in relazione ai cambiamenti che derivano dalla nascita di un figlio. Molto importante è anche la relazione identificatoria tra i due genitori che nasce dal comportamento empatico tra madre e padre, importantissimo per metter le basi del legame tra padre e bambino.
Secondo altri autori, questa relazione identificatoria si spiega con il desiderio inconscio da parte del padre di maternità, ovvero nelle capacità di generare vita attribuita alle donne.

Recenti studi inoltre, condotti dalla Memorial University of Newfoundland (Canada) hanno evidenziato una maggiore concentrazione di prolatina e cortisolo nel sangue dei futuri papà (ormoni responsabili dello stato di stress) e che alla nascita del proprio figlio/ai padri sono soggetti al rilascio di ossitocina che ne favorisce il legame.

A questo link (sito: diredonna.it) è possibile inserire la propria email per ricevere approfondimenti e aggiornamenti sul tema.

Fonti:
www.psicolinea.it
www.periodofertile.it
www.diredonna.it

Immagine di copertina:
http://vickyundricky.blogspot.mx

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