Marwa

Marwa ci racconta: una reggiana nata ad Alessandria d’Egitto

Mi chiamo Marwa Mahmoud, ho trent’anni e sono venuta in Italia con la mamma e il mio fratellino alle fine degli anni ’80 poichè papà era già qui da anni. Sono nata ad Alessandria d’Egitto e cresciuta a Reggio Emilia.
In Italia vi sono arrivata per scelta dei miei genitori, qui vi sono cresciuta, mi sono formata e qui lavoro e vivo da anni. In Egitto vi sono ancora i miei zii e nonni che ho modo di sentire e di incontrare quando faccio reintro in Egitto per vacanza.

Ho frequentato la scuola d’infanzia a Modena, la prima città in cui mio padre è arrivato in Italia alla fine degli anni ’70, poi inisieme ci siamo trasferiti a Reggio Emilia, nello specifico a Massenzatico, dove ho frequentato la scuola elementare e la scuola media. Successivamente a Reggio ho frequentato il Liceo scientifico Moro e poi mi sono laureata in Lingue e Letterature Straniere a Bologna.

Mi sono avvicinata al Centro Interculturale Mondinsieme, per cui tuttora lavoro, nel 2004, in seguito ad una visita realizzata con la mia classe delle superiori, che in occasione di uno scambio culturale, con un gruppo di studenti belgi, poichè li portammo a visitare i servizi e i luoghi della città che lavoravano sull’integrazione. Da allora mi sono interessata molto a questo Centro che lavorava proprio sul dialogo interculturale e mi sono avvicinata frequentando un corso di formazione che organizzava a suo tempo e vi ho iniziato a lavorare come educatrice nelle scuole superiori. Poi negli anni sono diventata responsabile della progettazione di educazione interculturale dedicandomi al lavoro con le scuole superiori.

E’ un lavoro che mi gratifica molto poichè, con grande entusiasmo ho la possibilità di lavorare con docenti, dirigenti scolastici ma anche con studenti e con le loro famiglie per cercare di creare momenti di riflessione a scuola sulla valorizzazione delle diversità culturali.
Nello stesso anno in cui mi sono laureata, 2008, mi sono anche sposata e nel 2011 è nata Mariam, la mia ragione di vita. Oggi ha tre anni e quattro mesi ed è una bimba vivace e loquace!

Ho avuto la possibilità di lavorare fino all’ottavo mese di gravidanza compreso e ciò mi ha permesso di avere quattro mesi di maternità con Mariam. Ricordo che i primi due mesi sono stati molto pesanti, lei soffriva di reflusso gastrico e in seguito ad ogni poppata la dovevo tenere in braccio almeno per un’oretta. Notti insonni, tanti rigurgiti, molti cambi e lavaggi in continuo. Poi ha trovato un suo equilibrio però verso i tre mesi e mezzo ho inserito l’uso del biberon con il mio latte che mi toglievo prima. Anche lì un inferno, rifiutava questo corpo esterno così come non ha mai voluto accettare il ciuccio! Poi con molta pazienza e un tentativo dopo l’altro, con il prezioso supporto di nonna Nadia (mia mamma), sono riuscita in quest’impresa e ha accettato il biberon.

Rientrare a lavoro non è stato semplice poichè a quattro mesi un neonato è ancora piccolo piccolo e nescessita della presenza della mamma. Tuttavia nonna Nadia mi ha aiutata molto e sono riuscita a riprendere il ritmo del lavoro incastrando tutti i miei impegni da mamma. Ho allattato Mariam fino ai 22 mesi, quando per lavoro, sono dovuta partire per un viaggio di qualche giorno e quindi con l’aiuto di mio marito sono riuscita pian pianino a svezzarla. Da lì ho iniziato a dormire anche di notte, senza avere più notti bianche!

Mariam ha frequentato uno spazio bambini per tre giorni alla settimana da quando aveva 20 mesi sino ai 30 mesi, poi da quest’anno frequenta il primo anno di scuola d’infanzia. Una scuola d’infanzia statale in cui si trova molto bene e pure io son molto soddisfatta della struttura, della preparazione delle insegnanti e dell’offerta formativa e del servizio che viene offerto ai bambini e alle bambine.

Lo spazio bambini che Mariam ha frequentato si trova nella stessa struttura della scuola d’infanzia e pertanto ho voluto fermamente il proseguimento della sua frequenza in questa sede anche per una continuità ambientale. Per me è molto importante sapere che mia figlia si trova in un posto in cui trova serenità e spensieratezza, in cui si trova a suo agio e in cui riesce ad esprimersi al meglio. E questo è confermato dalle insegnanti, dalle sue piccole e grandi creazioni artisitiche e dai racconti che mi riporta.

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