La nostra festa del papà

La nostra festa del papà

La festa del papà. Non è solo una festa. È un giorno che fa riflettere.
Chi non ha più il suo papà o chi ce l’ha lontano o chi ha un rapporto difficile, penserà a lui in modo ancora più profondo e commosso e sentirà sicuramente la sua mancanza in modo esponenziale.
Chi invece lo ha ancora, chi lo ha vicino, chi ha un legame stretto e complice con lui, penserà alla fortuna che ha e al fatto che spesso dà tutto questo per scontato.
Fa pensare a chi papà lo è da poco tempo e sembra che lo sia da tutta una vita. E fa pensare a chi papà lo è da tempo, ma solo di nome, lasciando i diritti e i doveri di padre, a qualcun altro.

Questo è il nostro secondo anno da papà, ma è indubbiamente diverso dal primo. So che ogni anno sarà diverso. Quest’anno Edo parla (a modo suo), cammina, si esprime e capisce ogni cosa. Ha aiutato il suo papà a scartare il regalo e voleva fare suo il regalo, che suo non era. Gli abbiamo passato la passione dei libri (forse ereditata dalla zia…) e non ha potuto resistere dallo sfogliare il libro che abbiamo regalato al suo papà. Beh si, il regalo l’ho scelto io, ma era da parte di Edo ovviamente.

Ciò che però ha fatto stringere il cuore del suo papà, non è stato né il biglietto, né il regalo; non è stato il portargli il regalo né il fatto che è stato scartato insieme.

So per certo che quello che ha lasciato il segno nel cuore del suo papà avviene ogni giorno: il mettere a posto le ciabatte dopo aver indossato le scarpe, il portare i pezzetti di legna e corteccia al suo papà quando accende il camino, il corrergli incontro felice quando torna a casa da lavoro, il voler giocare con lui nella cameretta con gli animali di plastica e le palline, oppure a fare a gara con le macchinine.

Ogni tanto Edo sale sui piedi del suo papà e si lascia trasportare, mentre altre volte giocano a rincorrersi, a schizzare l’acqua quando Edo fa il bagnetto o gioca a essere lanciato in aria e ripreso. Ride a crepapelle.
Ci sono cose che un bambino fa solo con la sua mamma, mentre altre le fa solo con il suo papà. Due metà che si bilanciano alla perfezione e che sono complementari.
Questo è il vero significato di questa festa.
Non i regali, non il festeggiare per un girono il proprio papà. Ma il viversi ogni giorno, per creare quel legame indissolubile e insostituibile tra padre e figlio.

Auguri papà

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