La natura, un mondo da scoprire con gli occhi e le mani di un bambino

La natura, un mondo da scoprire con gli occhi e le mani di un bambino

Ho sempre amato gli animali e ogni volta che ho la possibilità di vederne uno, mai visto prima, dal vivo, è sempre una gioia per me e anche una grande meraviglia. Ne osservo ogni più piccolo dettaglio per imprimere bene l’immagine nella mia mente. Vedere animali inusuali, o che abitano solo alcuni “posti” del nostro bellissimo e adorato mondo, fa sempre un grande effetto, almeno su di me.

Questa grande curiosità, verso il mondo e verso tutto ciò che lo compone e lo abita, l’abbiamo trasmessa, io e il suo papà, anche a Edo. E’ un bambino estremamente curioso e affascinato da tutto ciò che lo circonda, da tutto ciò che vede e da tutti gli esseri viventi.

Affascinato e contento ogni volta che vede un animale nuovo o anche conosciuto. Gli va incontro sorridente, lo saluta con la manina, lo vuole toccare. Vuole sentire come è fatta la loro “pelle”, sentire i peli morbidi con le dita piccoline e paffute; vuole toccare il muso umido, il becco appuntito; ne ascolta il verso e lo ripete (se ci riesce).

Assecondando la sua voglia di conoscenza e di contatto con gli animali, abbiamo deciso di portarlo in un parco in zona. E’ un parco dove è possibile osservare gli animali e venirne in contatto “liberamente”. Un posto protetto dove poter guardare, ammirare e toccare (se si riesce), senza fretta e con grande rispetto, la natura e i suoi tesori viventi.

Così questo sabato pomeriggio, abbiamo deciso di dedicarlo a lui, alle sue scoperte e al nostro stare insieme. Tutti e tre ci siamo divertiti a girare nel sottobosco, a guardare i fiori che iniziano a comparire nei prati. Edo si è divertito a raccogliere le margherite e a portarmele (è un gran romanticone…) e a raccogliere i soffioni per “spennarli”…..

Ha visto per la prima volta la grande e colorata ruota dei pavoni, che usano per impressionare le femmine e poter riuscire ad accoppiarsi; abbiamo dato da mangiare alle caprette; abbiamo avuto la fortuna di vedere un agnellino nato da pochi giorni. Edo ha potuto toccare il musetto e le orecchie dei conigli, vedere le anatre nel laghetto e sentirle starnazzare; ha sentito il verso dell’asilo e ha potuto accarezzare la criniera di un pony. La sua scoperta più grande sono stati i daini: quei bellissimi animali dal manto marroncino con piccole macchie bianche.

Tutte cose molto semplici e banali, ma so che per lui è stato un pomeriggio entusiasmante. La sua felicità è stata talmente contagiosa che anche io e mio marito eravamo entusiasti di passare questo pomeriggio tutti e tre insieme in questo piccolo angolo incantato.

Edo è caduto diverse volte: il suo entusiasmo era incontenibile. Voleva passare da una parte all’altra per non perdersi un solo istante. Talmente tante erano le cose da vedere, toccare e osservare, che voleva goderne ogni istante: voleva fare tutto e tutto insieme. E’ tornato più volte a guardare cose che sono sfuggite al suo occhio attento. Ha poi iniziato a parlare a raffica, a fare discorsi (nella sua lingua, a noi del tutto sconosciuta) perché voleva dirci tante cose di quello che stava vedendo. Ha toccato l’erba, la terra, i sassolini, le staccionate, le reti di recinzione e tutti gli animali che abbiamo incontrato e visto. Con pazienza e tatto gli abbiamo spiegato di trattare con cura gli animali, di non fargli male, di non tirargli nulla (coda e orecchie) e di stare attento a non spaventarli. Di farsi conoscere facendogli annusare prima la manina per non farli agitare, perché lui era una persona a loro sconosciuta. Lui si è fatto leccare le dita e annusare, ha toccato di tutto e gli abbiamo fatto fare tutto quello che gli andava di fare, senza preoccuparci troppo dei vestiti sporchi e delle mani da lavare. Credo che il contatto con gli animali e la natura sia indescrivibile, non lo si può insegnare, bisogna viverlo, anche con un po’ di spensieratezza. Da mamma so che è difficile non pensare a germi e batteri (i bimbi spesso si mettono le mani in bocca e non badano molto se le mani sono sporche o se hanno toccato qualcosa che non deve essere messo in bocca), ma in questo caso ho preferito non pensarci e di provvedere, una volta saliti in macchina per il rientro a casa, a passare una salvietta umida sulle mani per dare una prima pulita grossolana in attesa del bagnetto a casa.

Quindi care mamme, ecco il mio consiglio: cercate, quando e quanto possibile, di fare godere appieno ai vostri figli della natura, degli animali e dei giochi che proponiamo loro. Facciamogli vivere appieno la giornata, il divertimento e permettiamo loro di “sporcarsi”, di scoprire con le mani, con il corpo, con tutto ciò che serve loro per capire, conoscere, memorizzare e imparare. Permettiamogli di esplorare a modo loro, con i loro tempi e i loro modi, prendendo un pochino della loro spensieratezza e pensando meno ai germi, batteri e al fatto che ci si sporca, ci si bagna, si rovinano i vestiti.

E’ difficilissimo, io per prima alle volte ho piena la testa di questi pensieri. Bastano però piccole accortezze: avere a disposizione dei vestiti che siamo disposti a sporcare e a rovinare, avere un cambio per il “dopo” e avere a portata di mano qualche salvietta per pulire bocca e mani se non abbiamo la possibilità di lavarle con acqua e sapone. Dedichiamo delle giornate al divertimento e lasciamo da parte i vestiti belli per altre occasioni, i vostri figli vi ringrazieranno e sono sicura che vi divertirete anche voi insieme a tutta la famiglia.

A presto.

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