Tristezza e noia: andate via da noi!!

Ebbene sì, oggi inizia la nostra seconda settimana al mare…mare, ma soprattutto spiaggia, sabbia, giochi, onde, bambini, capricci, dispetti, piscina, tuffi e nuotate con la mamma. Non manca nulla. Davvero nulla. Perché al mare noi ci siamo fatti anche la famosa “bocca, mani e piedi” con tanto di chiamata alla guardia medica in modalità serale e pomeriggio del giorno dopo alla pediatria d’urgenza della città più vicina.

Ma facciamo un passo indietro e ricominciamo dall’inizio.

Partenza sabato 2 luglio. Mattina. Partenza di quelle che chiamano “intelligenti”: io e mio marito abbiamo scoperto “solo” il giorno prima che per quel we era prevista la notte rosa in Riviera. Ergo: code a non finire.
Infatti, appena percorsi 30 km in autostrada, che ci fermiamo, non solo per l’intenso traffico, ma anche per 3 incidenti che avevano creato diversi chilometri (e ore) di coda.

Niente panico. Edo se l’è cavata egregiamente tra dormite, cibo, acqua in abbondanza, libri e giochini vari, ha davvero superato ogni aspettativa.

Alle 17 arriviamo finalmente a destinazione. Facciamo il check-in, prendiamo possesso della camera/appartamento e andiamo al più vicino supermercato per riempire frigorifero e dispensa del necessario; facciamo un piccolo sopralluogo al villaggio per ambientarci, ceniamo e andiamo a letto distrutti, con la promessa (a noi stessi e a Edo) che il giorno dopo avremmo recuperato.

Ma non è andata proprio così.

Domenica mattina Edo ha iniziato ad avere la febbre che nel corso della giornata è salita vertiginosamente fino a quasi 39 gradi per poi superarli abbondantemente durante la notte. Tachipirina ogni 4 ore e telefonata alla guardia medica che ci consiglia di associare alla tachipirina anche il nurofen e attendere il giorno dopo per la decisione di andare in ospedale se la febbre non scendeva. Io tenevo le dita incrociate e contavo i minuti che ci separavano dal lunedì mattina, quando finalmente avrei potuto contattare il nostro pediatra.

Il mattino seguente la situazione era peggirata. La febbre sfiorava i 40 gradi. E in più il corpo di Edo era cosparso di puntini rossi. Scansiono velocemente nella mia mente le malattie che Edo aveva già fatto e penso a quale invece potrebbe avere in base alle informazioni che avevo. Poi penso che proprio il venerdì prima della partenza, il gruppo di whatsapp delle mamme del nido, era stato riempito di messaggi di alcune mamme segnalando sintomi simili nei loro bimbi e che alcuni, seppur con febbre molto più contenuta, avevano contratto il virus bocca mani e piedi. Chiamo il pediatra spiegando tutto e lui conclude con una possibile diagnosi e con il consiglio di andare in ospedale.

Ci catapultiamo letteralmente in ospedale (era anche il primo giorno che uscivano dalla nostra camera di 30 metri quadrati scarsi e la cosa aveva preso quasi un risvolto “piacevole”), e dall’accettazione ci mandano diretti alla pediatria d’urgenza.

Diagnosi confermata: virus bocca mani piedi, febbre molto alta e lacerazioni (ulcere) in bocca che causano molto dolore e quindi, inappetenza.

Altri due giorni minimo chiusi in casa.
Avrei voluto urlare dalla rabbia. Edo già lo faceva.

Sì perché nonostante tutto questo, Edo era attivo e vitale come al solito.

Ogni giorno e quasi ogni ora ci chiedeva (a me o mio marito) di prenderlo in braccio per guardare il mare dalla finestra o fuori al balcone (e respirare anche solo una boccata di aria fresca nei momenti in cui la febbre calava).
Guardava e chiedeva di andare al mare. E il mio cuore soffriva.

Non solo soffriva per la febbre altissima, per le sue urla e pianti non appena metteva qualcosa in bocca perché aveva fame ma non riusciva a mangiare per le ulcere, ma anche per la sua costrizione in casa e al chiuso, avere il mare davanti agli occhi ogni giorno e non potere uscire a giocare e a divertirsi.

Questi quattro lunghi giorni sono stati difficilissimi. Ma abbiamo cercato di riempire le sue giornate. Come?
Beh intanto abbiamo portato con noi in vacanza i suoi adorati libri, i suoi giochi, le palline, i colori e i fogli per disegnare.
Lo abbiamo coinvolto in alcune attività, come apparecchiare e sparecchiare, mettere a posto. Ogni tanto ha guardato anche qualche cartone dei “Maledetti scarafaggi….”.
E poi cantare, farci il solletico, giocare a nascondino dietro le tende o sotto i cuscini. Giocare a nascondere gli oggetti, giocare a fare il cavallo e la navicella spaziale. Fare la lotta e farsi le coccole e darsi i baci fino a piangere dalle risate. Abbiamo giocato a parlare al telefono, a cambiare il finale delle storie dei libri.
Ogni tanto abbiamo cercato su internet qualche suggerimento in modo da avere sempre qualcosa di nuovo e di coinvolgente da fare, per non annoiarlo. E per non annoiare neppure noi.

4 giorni in questo modo sono stati duri per lui, ma anche e soprattutto per noi. Ma lo stare insieme e giocare ci ha aiutato ad affrontare e a superare tutti e tre insieme, le cose più difficili: la TRISTEZZA e la NOIA.

Buone vacanze 🙂
link utili:

http://www.quimamme.it/con-la-tribu/fotoracconto/giochi-da-fare-con-il-tuo-bambino/?imgid=0#fotogallery

25 giochi divertenti da fare con NIENTE

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...